Chi è Tiziana


Stilista, architetto, mamma: Tiziana Miozzi è una donna da mille sfaccettature. Ci siamo fatti raccontare la sua storia, per conoscerla meglio e capire da dove nascono le sue ispirazioni.

Ci parli un po’ di te? Come ti sei avvicinata al mondo della moda?


Si può dire che sono nata in una sartoria e sono cresciuta, con il profumo dei tessuti e circondata dal fascino dei colori.
Il mio approccio alla moda è avvenuto, perciò, attraverso “la bottega”, ossia il laboratorio dove mia madre e le sue abili collaboratrici confezionavano magnifici abiti per eleganti signore romane.

Avevo una montagna di bambole da vestire, ma quando è arrivata Barbie è diventata la mia modella preferita. Intanto, in laboratorio mi affidavano lavoretti sempre più impegnativi, che mi hanno permesso di imparare un sacco di tecniche rivelatesi nel tempo molto utili.

Ho studiato architettura, ma non ho mai abbandonato la moda, anzi, attraverso la professione di architetto ho approfondito tante conoscenze ed esperienze, che ho trasferito nel mio lavoro di fashion designer, impegnando la fantasia creativa in due meravigliosi mondi paralleli.


Come nascono i tuoi abiti? A cosa ti ispiri?


Sono tanti gli aspetti che accomunano architettura e moda; rappresentano contemporaneamente la dinamica delle epoche, l’evolversi del costume, le trasformazioni della società. Alla base dei loro processi di attuazione c’è lo studio d’insieme e la progettualità da cui nascono le “opere”, che siano edifici o che siano abiti.

Il progetto è il punto di partenza di un percorso evolutivo, che porta ad un prodotto finito.

Se poi dalla definizione generale di architettura passiamo alla categoria “interior design”, allora ci rendiamo conto in maniera ancora più tangibile delle similitudini: pensiamo, ad esempio, all’introduzione dei nuovi materiali, che hanno permesso l’espressione di concetti innovativi in arredamento ed hanno reso facilmente fruibile anche dal punto di vista economico la diffusione delle tendenze, come i gres porcellanati, gli espansi, le leghe leggere e, non da ultima, un gamma cromatica praticamente infinita, grazie alla ricerca industriale.
Identico percorso si sviluppa nella moda: tessuti tecnologici (molti usati anche in arredamento), tecniche di realizzazione all’avanguardia, raggiungimento della bellezza e del confort anche per mezzo dell’applicazione della ricerca.

I miei abiti nascono dalle mie esperienze. Possono essere esperienze pratiche, viaggi, letture, osservazioni della gente, ma, soprattutto, sono generati da un’idea che mi rappresenta; significa che quello che disegno e realizzo mi piace e lo sperimento. Talvolta è l’evoluzione di un prototipo. Non posso immaginare di “progettare” qualcosa che non mi piace, normalmente disegno abiti che indosserei, come faccio case che vivrei.
Attualmente sto lavorando a due collezioni: la prima si ispira agli abiti che hanno segnato la nostra storia, non necessariamente passata, parlo anche di contemporaneità, di icone del nostro tempo. L’altra è ispirata ai colori dell’Africa, ai kikoy keniani, per un’estate ricca di sensazioni energizzanti.

Che cosa una donna deve cercare nella moda, secondo te?


A mio parere va cercata la corretta interpretazione secondo la propria personalità, fisicità, età… È giusto seguire le tendenze, ma non farsi appiattire dalle scelte fatte da altri. È bellissimo poter riconoscere nella donna il suo stile, se pur sagomato sugli orientamenti del momento. Il primo obiettivo della donna è assolutamente quello di valorizzarsi e cercare nella moda tutti quegli spunti che mettano in risalto i punti di forza del suo aspetto.
Tutte le donne sono belle. La nostra bellezza è nel nostro animo, nel nostro impegno quotidiano, in… quei chiletti accumulati che tanto si sono affezionati alle nostre forme! Attraverso la moda possiamo ottimizzare l’apparire e quindi, anche lo stato d’animo.