Chiara ferrè

Una vita piena di passioni

Se le chiedi quali sono le sue passioni, Chiara ti risponde che è “appassionata per natura”. Infatti ama tutte le forme d’arte, dal cinema alla pittura fino alla musica, ma anche la cucina e trascorrere le ore chiacchierando con gli amici.
QVC è stata l’occasione per affrontare una nuova sfida, infatti non era mai stata prima davanti alle telecamere, e con questa esperienza ha avuto l’opportunità di esporsi in prima persona e mostrarsi come donna.

Come sei arrivata in QVC?
Sono arrivata in QVC per un caso del tutto fortuito. Facevo un lavoro completamente diverso, insegnavo comunicazione del lusso e lavoravo in uno studio di design, e mai avrei pensato di andare in televisione. Ho fatto il provino per puro caso e quando mi hanno comunicato che ero stata selezionata è stato molto difficile decidere se accettare, perché significava rimettermi in gioco e cambiare completamente la mia vita. Ho pensato che avevo appena compiuto quarant’anni e si trattava di una sfida molto interessante, quindi ho accettato.

Quando si dice “la vita comincia a quarant’anni”. Ci puoi spiegare meglio il lavoro che facevi prima?
Il mio percorso professionale è molto particolare. Ho iniziato a lavorare nel teatro e nel cinema occupandomi della produzione, finché ho avuto una bambina e ho deciso di trovare un impiego che mi permettesse di viaggiare di meno e stare con mia figlia. Così mi sono avvicinata al mondo della moda, occupandomi della produzione di sfilate e insegnando comunicazione del lusso in un istituto di specializzazione del settore.
In questa fase, uno studio di design con cui collaboravo mi ha chiesto di lavorare per loro a tempo pieno. Ho accettato e credo sia stato uno dei periodi più divertenti della mia vita. Conoscendo il linguaggio del marketing e quello dell’arte lavoravo come una specie di “traduttore”: spiegavo a grandissime aziende il valore dei progetti che i designer dello studio elaboravano. Giravamo il mondo, ma siccome nel frattempo la mia bambina era cresciuta potevo permettermi di farlo. Questo fino a quando non ho avuto il mio secondo figlio e ho capito che mi sarei dovuta fermare di nuovo. Questa è stata una delle ragioni che mi ha spinto ad accettare la sfida con QVC.

Quindi hai fatto proprio un cambiamento radicale.
Accettando questa sfida ho affrontato due delle mie più grandi paure: quella di espormi e quella di mostrarmi come donna. Io ho sempre lavorato con persone di grande talento, rimanendo sempre dietro le quinte. Attraverso QVC mi espongo in prima persona: racconto ancora il lavoro degli altri, di chi crea il prodotto, ma sono esposta direttamente al giudizio e per fortuna anche all’affetto di chi mi guarda. È stato emozionante e dirompente.
Inoltre ho potuto prendere consapevolezza della mia femminilità. Avendo sempre lavorato nell’ambito della produzione e con tantissimi uomini ho sempre evitato di mostrare un lato troppo femminile, quindi non ho mai messo un tacco e non ho mai valorizzato il mio corpo. QVC in questo mi ha cambiata. Ho cominciato a provare i prodotti, a sentirmi bene con un tacco, a vedere che essere donna e sentirmi femminile faceva parte della mia natura. È stata una bella scoperta e capisco bene le clienti quando chiamano dicendo che QVC le ha aiutate a riscoprire la propria femminilità: è successo anche a me!

Ora viene spontaneo chiederti: com’è il tuo rapporto con le telecamere?
I primi tempi ero terrorizzata. Addirittura dopo circa un mese e mezzo di prove, durante la fase di formazione prima del lancio, avevo deciso di rinunciare. Non mi sentivo portata per questo lavoro: quando dovevo presentare un gioiello, non potevano inquadrare le mani perché tremavano! Fortunatamente il mio capo ha visto in me delle doti che non pensavo di avere e mi ha incoraggiata a provarci ancora. Beh, nell’istante in cui siamo andati in diretta la prima volta, la paura è scomparsa e ora, prima e durante ogni show, sono tranquillissima, come mai avrei immaginato.


Ci racconti un episodio particolare o buffo che è accaduto in diretta o dietro le quinte?

L’episodio che tutte le clienti ricordano coinvolge proprio Franco. Durante uno show di Kitchen Aid non era presente la guest Federica Egori, così l’abbiamo condotto Franco ed io. Io cucino abitualmente con Kitchen Aid e mi trovo molto bene, quindi ero tranquilla: ero certa di poterla utilizzare anche senza il supporto di Federica. Lo faccio sempre, nella mia cucina. Solo che durante gli show oltre a cucinare devi fare attenzione ad altre mille cose, quindi ho preparato un impasto pessimo. Alla fine dell’ora, quando Franco è andato a ritirare la torta dal forno, il risultato era talmente brutto che all’inizio ho cominciato a sudare, poi siamo scoppiati a ridere e siamo andati avanti per venti minuti.

E il clima dietro le quinte com’è?
È una delle cose che amo del mio lavoro. Il team che va in diretta è speciale. Potrei raccontare tantissimi episodi in cui ci sono stati problemi e c’è sempre stato qualcuno pronto a dare una mano, sia tra noi presenter che con tutto il team live. Ogni volta che ho avuto bisogno di supporto, sia di gesti piccoli che di gesti grandi, non soma mai stata lasciata sola. Li amo, i ragazzi di studio e tutta la regia. Sono speciali.

Ci racconti la tua giornata tipo?
Io non ho una giornata tipo.
Al di fuori del lavoro la mia vita è completamente imprevedibile ed è la cosa che la rende più divertente.
Mi piace raccogliere gli stimoli quando arrivano, quindi non voglio programmare nulla, a parte ovviamente la vita coi miei figli: ad esempio non so cosa succederà settimana prossima, non so dove andrò in vacanza, insomma decido tutto all’ultimo momento in base a ciò che accade, e penso sia questo che mi mantiene giovane dentro.

Parlami un po’ delle tue passioni.
Sono una persona piena di passioni, sono appassionata per natura: quando incontro una cosa che mi piace mi appassiono e mi ci tuffo. Le mie passioni si intersecano tra loro, ad esempio: mi piace cucinare, ma mi piace cucinare perché mi piace invitare 10 amici e parlare d’amore, e allora mi piace cucinare e intanto pensare alle cose di cui parleremo, e soprattutto mi piace poi stare ore a tavola insieme parlando, mangiando e bevendo. Coi bambini, sempre! Adoro tutte le forme artistiche, un po’ per formazione professionale e un po’ perché mi parlano dentro, mi portano a pensare e a sentire in profondità: dall’arte contemporanea, al cinema e alla musica, tutto ha qualcosa da dirmi. E anche qui tutto si interseca con l’altra mia grande passione, che sono i miei figli.
Ad esempio la mia meravigliosa figlia quindicenne, è super indie, per cui mi chiama spesso al computer per condividere con me video musicali, film, siti internet che io neanche mi immagino.
Se però mi chiedi quale sia il mio interesse principale senza dubbio ti rispondo le donne.

Penso che le donne abbiano ancora oggi davvero bisogno che si senta la loro voce, sono ancora troppo poco abituate a far sentire il loro punto di vista sulle cose e sul mondo. Sento una grande responsabilità per il lavoro che svolgo: parlo ad un pubblico per lo più femminile e attraverso gli show, ho la possibilità di aiutare le donne a prendere più consapevolezza della loro specificità e della loro ricchezza. Spero di riuscirci, almeno un poco.

Hai un messaggio per i nostri clienti?
“Vali più di quel che pensi quindi fatti sentire!”, cioè chiamatemi in diretta ma soprattutto fate sentire la vostra voce.